Il Debito Comune

21 ottobre 2016 | economia | di Giuseppe Drago | 0 Commenti
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IL DEBITO COMUNE

Parisi – Richetti – De Bortoli – Gruber

parisirichetti

Nella puntata del 20 ottobre 2016, il parterre della Gruber si componeva dell’aspirante leader di ciò che rimane di FI, dal riformatore Richetti e dall’ex Direttore del Corrierone, De Bortoli.

L’allegro parterre ci regala anche delle splendide chicche, tra cui Parisi che testualmente dichiara che la legge di stabilità sia alla base dell’aumento dei SI, poiché:

Abbassa l’età pensionabile in un mondo in cui dovremmo alzare l’età pensionabile, dove fa tutti interventi a deficit, quindi aumenteremo il deficit sul nostro futuro e quindi ha preso un consenso di una popolazione che ha tanti problemi e quindi ha fatto in modo abbastanza cinico, un gioco molto pericoloso sul nostro futuro dal punto di vista finanziario, ed ha ottenuto già immediatamente il suo risultato”

Sempre in merito alla legge di stabilità, De Bortoli: mi dispiace che si sottovaluti il fatto che il deficit comunque sale rispetto a quelli che erano le promesse e gli impegni con l’Unione Europea; del debito non si parla più, guardate io sottolineo questo aspetto: se uno va all’estero tutti parlano del debito italiano, il nostro debito dopo nove anni non scende, non lo abbiamo stabilizzato, cresce in termini numerici, forse anche naturalmente perché ci sono i tassi negativi, però il fatto che non abbiamo consapevolezza del rischio al quale esponiamo il paese nel momento in cui dovesse finire, perché prima o poi finirà, la politica della BCE prima o poi finirà, usciremo da questa fase in cui noi possiamo addirittura collocare i nostri titoli di stato ad un tasso negativo, e li poi saremo sottoposti ad un duro giudizio dei mercati, abbiamo sterilizzato questa fase. Dobbiamo porci il problema che non possiamo sempre pensare che la flessibilità che ci concede Bruxelles, è una sorta di credito incagliato presso l’Unione Europea. Quella flessibilità si chiama deficit che poi si traduce in altro debito, che noi scaricheremo sulle generazioni future. Questa mancata consapevolezza mi colpisce.”

Richetti dissente dall’ex direttore e dichiara che: “l’ultimo dato della Banca d’Italia sul debito in realtà da un calo anche abbastanza significativo in termini di valore assoluto, il deficit va come dice De Bortoli. Dopodiché faccio fatica a vedere un paese, chiunque lo governi che, dopo che l’ultima volta che l’ultima volta che ha messo mano alle pensioni, ha prodotto qualche migliaio di esodati ed una prospettiva di pensione a 70 anni, oggi rilanci su quel tema, perchè in realtà l’intervento sulle pensioni, che è un intervento come dice De Bortoli che ha un impatto anche importante sul debito, che riconosce una quattordicesima a chi sta mantenendo suo nipote all’università…io non credo che queste risposte corrispondano ad una logica elettorale, perchè erano logica elettorale anche gli 80 € delle europee, ma gli 80 € sono ancora qui però…non è possibile che ogni volta che un governo prende un provvedimento sia una manovra elettorale…gli italiani vogliono risposte…”

Sul finire segue un simpatico siparietto tra Parisi e Richetti, in cui Parisi ricorda che “è tutto a deficit, noi dal 2012 abbiamo nella Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio e siamo a deficit e continuiamo a crescere (???) col deficit e siamo lontani dagli accordi presi con l’Unione Europea. Questo fa male…”

Richetti stizzito replica: “siamo ampiamente dentro il 3%, l’Unione Europea si esprimerà, dopodiché ci sono gli italiani però. Gli italiani vogliono risposte, vogliono risorse, i ragazzi visto che parliamo di giovani, vogliono l’alternanza scuola lavoro, che interessa 700.000 persone, io credo che queste cose fanno parte delle risposte al paese.”

La chiusa la lascio alla frase simbolo della serata, sintomatica della contiguità di pensiero che accomuna le macerie del PDL, l’ex gioiosa macchina da guerra che è il PD ed anche i vertici del M5S.

Questa frase “cult” ci viene gentilmente offerta dall’aspirante leader Parisi:

Gli italiani non vogliono debito, è evidente, perché lo pagano loro.

Dopo questa raccapricciante rappresentazione dello scenario politico, mancavano i cultori del reddito di sudditanza ma sono facilmente assimilabili al desolante presente ed ahimè probabile futuro di questo martoriato paese, bisogna prendere coscienza delle vere esigenze italiane e dell’offerta politica che offre un partito come Alternativa per l’Italia, dove sebbene ci si trovi ancora agli esordi, sono ben chiare le dinamiche di questa crisi indotta ed altrettante chiare le decisioni che si dovranno prendere per traghettare l’Italia verso lidi sicuramente più sicuri e di prospettiva per il paese.

“L’ultima speranza per l’Italia.”

Così si è espresso in occasione del primo Congresso Nazionale, il Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Luciano Barra Caracciolo, nei confronti di Alternativa per l’Italia.


Addendum all’articolo “Poker d’AsSI – Il sondaggio di Otto e Mezzo” :

nella giornata di oggi anche il “Comitato per il NO alla riforma Costituzionale”, commentando la puntata di ieri di Otto e Mezzo, è giunto alle stesse conclusioni.

http://www.comitatoperilno.it/wp-content/uploads/2016/10/SPECIALE-Come-Renzi-imbroglia-nei-sondaggi.pdf

no

Giuseppe Drago




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