LA TRAGICA VICENDA DEL CAPITANO CALLEGARO METTE IN LUCE UN GRAVE CASO DI CORRUZIONE NELL’ESERCITO.

29 novembre 2016 | attualità | di Redazione ALI | 0 Commenti
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Oggi i giornali, non tutti, ma almeno quelli più attenti , sono stati scossi da un grave caso di corruzione che scuoterebbe le nostre forze armate all’estero. Tutto nasce dalle indagini in seguito alla morte, catalogata suicidio, di Marco Callegaro, capitano dell’esercito con funzioni amministrative in Afganistan. 

Partendo dalla sua morte i pubblici ministeri De Paolis e Masala di Roma avrebbero scoperto, secondo il Fatto Quotidiano, una vicenda che è riduttivo definire gravissima: sei ufficiali sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato, per ora, di truffa militare aggravata per aver noleggiato presso un’azienda afgana veicoli con blindature inferiori a quelle stabilite da capitolato. I mezzi , fatto ancor più grave, sarebbero stati destinati all’uso dell’ufficiale italiano più alto in grado, il comandante dell’ITALFOR Kabul. Questi ufficiali avrebbero quindi messo il pericolo il comando della missione, oltre che la vita di molti loro commilitoni.

Le indagini, compiute dai carabinieri di polizia giudiziaria militare di Roma, hanno portato all’interrogatorio di centinaia di militari e sono stati trasferiti ben quattro container di documenti da Herat, sede della nostra missione, a Roma. Al termine sono emerse false certificazioni concernenti la blindatura di questi veicoli, pagati quindi un prezzo sproporzionato rispetto alla loro effettiva utilità, e , tra l’altro, è stata verificata una vicinanza fra il titolare della società afgana titolare dell’appalto ed ambienti terroristici, altro elemento di estremo pericolo di cui non si è tenuto conto quando è stato assegnato l’appalto.

Speriamo che la magistratura provveda a fare presto luce su questa triste vicenda e che tutte le responsabilità vengano appurate.

 

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